Periodico di attualità, politica e cultura meridionalista

giovedì 1 novembre 2012

Caro lettore, che ci fai ancora qui? Corri su www.ilgiornaledelsud.net


NAPOLI - Che ci fai ancora qui, caro lettore? Grazie a te, che ci hai seguito nel corso di questi mesi, è nato www.ilgiornaledelsud.net, il nuovo sito che punta a rivoluzionare l'informazione meridionalista. Un regalo che ci siamo fatti nel primo compleanno di vita de il Giornale del Sud. Un regalo che ti facciamo per informarti a 360°, tutti i giorni, quando vuoi. Buona lettura!

martedì 21 agosto 2012

Orlando perde i pezzi. Abbonato sostituisce Marchetti al Bilancio (ma restano i problemi della città)

Ugo Marchetti

PALERMO – Orlando perde pezzi. Non è nemmeno trascorso la metà di quei 100 giorni che vengono solitamente indicati come il primo traguardo utile su cui valutare il lavoro fatto da una amministrazione che già un primo terremoto colpisce il Governo cittadino di Palermo. A lasciare, secondo un copione già visto a Napoli e in altre realtà, è il responsabile del Bilancio, Ugo Marchetti, generale 65enne della Guardia di Finanza che ricopriva anche la carica di Vicesindaco. Un ruolo importante il suo, in una città dove i problemi economici sono al primo posto. Stupisce, rispetto a Napoli, la rapidità con cui Marchetti ha preso atto della situazione e ha abbandonato Orlando. Secondo il dimissionario si è trattato solo di una divergenza di opinioni sulla gestione delle casse comunali scrivendo una lettera al Sindaco (pubblicata dal Giornale di Sicilia) dove salva in toto il rapporto personale riconfermando grande stima per Orlando definito “un galantuomo”. Al centro del problema la questione del risanamento delle casse comunali e i provvedimenti da assumere relativamente alla Gesip che, secondo Marchetti, andava assottigliata nel personale e rafforzata nelle funzioni assieme alle altre compartecipate del Comune per recuperare quei soldi necessari alla sopravvivenza di Palermo. Una decisione che avrebbe potuto evitare l’aumento delle tariffe comunali a cui Orlando è categoricamente contrario. Senza considerare che la cura lacrime e sangue proposta da Marchetti non avrebbe comunque evitato il ricorso all’aiuto del Governo. Sacrificare Palermo per mostrarsi meritevoli davanti a Monti e ai suoi Ministri. Una scelta che per Orlando, da sempre contrario al Governo dei tecnici, è da evitare a priori. Alla fine lo scontro si è consumato sullo stipendio del neo Direttore Generale del Comune, Luciano Abbonato. Quei 180mila euro l’anno che per Marchetti erano davvero troppo a fronte di una situazione tanto critica. Così, per evitare di non governare e per evitare l’accumulo di Veleni che avrebbero rischiato tra qualche mese di esplodere con toni meno concilianti (vedi Napoli il caso Realfonzo-De Magistris finito in tribunale) Marchetti si è dimesso e Orlando lo ha rapidamente sostituito confermando, in una seconda lettera di risposta, tutta la stima nei suoi confronti. Il nuovo assessore al Bilancio è proprio Luciano Abbonato che lascia la direzione generale del comune mentre Cesare Lapiano, assessore alle Partecipate, sarà il nuovo Vicesindaco. Il twist degli incarichi non risolve il problema di una città che, nonostante Orlando (che negli anni d’oro ha speso e assunto a più non posso ponendo le basi dell’attuale fallimento), merita di essere salvata. Questione che porta il pallino nelle mani del Governo nazionale, l’unico che potrà salvare Palermo. Salverà Monti la capitale della Sicilia o la lascerà morire per fare un “dispetto” all’avversario dell’Idv? Da un tecnico ci aspettiamo un salvataggio ma con Monti c’è da temere un salvataggio lacrime e sangue.

SALVATORE CICCARELLI


Emergenza rifiuti, Palermo tra fiamme e dossina


PALERMO – Notte di fuoco e non è solo colpa di Lucifero. Quello che sta avvenendo non dipende dal caldo africano che si sta abbattendo sulla penisola ma per via dell’emergenza rifiuti che è esplosa con violenza dopo la chiusura della discarica di Bellolampo che serve la città. In attesa della riapertura, che dovrebbe avvenire entro la prossima settimana, i sacchetti continuano ad accumularsi nelle strade e la popolazione esasperata per la puzza e il caldo torrido, ha cominciato a dare alle fiamme sempre più cassonetti. Ad essere colpiti sono soprattutto i quartieri Bonagia e Falsomiele mentre i carabinieri stanno effettuando controlli a tappeto sugli allevamenti che sorgono nelle aree circostanti la discarica, in particolare a Torre Ingastone e alla Torretta, dove le prime analisi hanno dimostrato che il valore della diossina contenuto nel latte munto dagli animali è tre volte superiore alla norma. Una situazione che rischia di danneggiare un settore vitale per la provincia e causare una emergenza sanitaria di proporzioni ancora mai verificatasi.

red. cro.

Regionali Sicilia, si profila lo scontro Musumeci - Crocetta (con fantasma)

 Rosario Crocetta
Nello Musumeci

PALERMO – C’è molta confusione sotto il cielo. Per ora l’unica candidatura certa è quella di Claudio Fava per contro di Sinistra e Libertà. Gianfranco Miccichè pareva pronto alla discesa in campo per tanti anni sognata ma proprio nelle scorse ore ha deciso di proporre la candidatura a Governatore di Nello Musumeci. Musumeci è già noto alla politica per il caos delle elezioni politiche del 2006. All’epoca Musumeci era stato cacciato da Alleanza Nazionale su ordine di Gianfranco Fini. Fece un suo movimento che presentò una lista alla Camera dei deputati nella sola sicilia. Raccolse più di 30mila voti. La differenza che aveva portato Prodi ha conquistare la Camera era di poco meno di 15mila voti. Se su Musumeci non avesse pesato il veto di Fini il centrodestra nel 2006 avrebbe vinto di oltre 15mila voti alla Camera e la storia politica degli ultimi anni sarebbe stata diversa. Tant’è che Musumeci cantò vittoria proprio presso il grande sconfitto, Berlusconi, che da allora lo considera l’uomo forte del centrodestra siciliano. Oggi leader de la Destra di Storace, Musumeci potrebbe “accontentare” Miccichè e far convergere su di sé il consenso del Pdl che attualmente brancola nel buio. I papabili che stanno facendo strabuzzare gli occhi ad Alfano sono almeno tre. Il primo è l’eterna promessa della politica siciliana, il Presidente dell’Assemblea Regionale Francesco Cascio che era già considerato un ottimo candidato Sindaco di Palermo. Il secondo nome che circola nel Pdl è quello del Rettore dell’Università di Palermo Roberto Lagalla. Terzo, ma ormai considerato fuori dai giochi è il Presidente della Provincia di Catania Giuseppe Castiglione. Probabilmente Berlusconi porterà il Pdl a sostegno di Musumeci o Alfano farà la sintesi trovando un quarto candidato che scontenterà tutti. Il Partito Democratico è pronto a governare con l’Udc. I due partiti hanno ormai scelto di candidare l’ex Sindaco di Gela, Rosario Crocetta. Pur di vincere il cattolicissimo scudocrociato Casini è passato sopra le tendenze sessuali di Crocetta, omosessuale dichiarato che, nel corso di una intervista alla trasmissione radiofonica Klauscondicio ha affermato che, in caso di vittoria, rinuncerà al sesso per evitare di fare la fine di Berlusconi. La promessa castità piace all’Udc che ha dato il suo consenso all’alleanza e che potrebbe tirare dentro anche Futuro e Libertà. L’ex fascista Gianfranco Fini, pur di sopravvivere, ormai si allea con piacere ai nipotini promiscui di Botteghe Oscure e Piazza del Gesù, acerrimi nemici dei missini dell’epoca di Fini. A confermarlo è stato Italo Bocchino che barcolla tra l’asse Pd-Udc e quello del (fu) terzo polo Movimento per la Sicilia e Alleanza per l’Italia. Sicuramente il primo più promettente. Su tutto regna un’ombra nera: quella dell’ex Governatore Raffaele Lombardo che negli ultimi quattro anni ha avuto modo di governare e creare un apparato di controllo politico e amministrativo senza precedenti. Così, scavando dietro i nomi dei candidati a Palazzo dei Normanni scopri che dietro Rosario Crocetta ci sono due grandi elettori che di nome fanno Beppe Lumia e Antonello Cracolici, fautori del Pd pro Lombardo negli ultimi anni. Lo spirito Lombardorum aleggia però anche in casa Pdl dove ipoteca l’animo di Cascio, suo sostenitore da Presidente dell’Ars e dove mina la stabilità delle candidature di Musumeci e Castiglione. Musumeci è favorito nei sondaggi ma, come Castiglione, è catanese d.o.c., proprio come Lombardo. Riusciranno gli altri siciliani a ingoiare il rospo di un catanese, ancora alla guida del Governo Siciliano dopo la drammatica esperienza Lombardiana? Peserà anche il fattore “provincialistico” nella corsa alla Regione ma maggiormente significativo sarà vedere l’astensione che alle recenti amministrative l’ha fatta da padrona e ha inciso, non poco sui risultati elettorali.

PAOLO LUNA

Tentano la fuga dal centro di accoglienza, caos a Ragusa




RAGUSA – Un carabiniere e un poliziotto feriti, distrutti impianti di videosorveglianza, computer e altro materiale informatico. Questo il bilancio del tentativo di fuga dal centro di accoglienza di Pozzallo di 14 immigrati tunisini finiti in manette e accusati di resistenza e violenza contro le Forze dell’Ordine. I 14 immigrati erano sbarcati alcune settimane fa a Lampedusa dove già si vede l’alba di una nuova emergenza. Il tentativo di fuga è rientrato ma il rischio è quello di una ripresa degli sbarchi che rischia di aumentare alle stelle le tensioni accumulate negli ultimi due anni in Sicilia.

red. cro.

Una nave, un'armatura e una statua, i tesori di Capo Zeffirio


COSENZA – Un leone in bronzo ed una armatura in bronzo e rame. Questi i reperti che il mare Ionio ha restituito e che sono stati scoperti da tre sub calabresi. Il nucleo Patrimonio Artistico di Cosenza, guidato dal capitano Raffaele Giovinazzo, è già arrivato ad Africo per incontrare i sub che sono chiamati a ricostruire l’accaduto. Il ritrovamento potrebbe essere di importanza storica ma per stabilirlo i Carabinieri avvieranno tutte le verifiche del caso ed esperti studieranno i reperti ritrovati al largo di Capo Zeffirio. Della vicenda si occupa anche la Soprintendente ai Beni Archeologici della Calabria Simonetta Bonomi, ufficio a cui spetta la vigilanza e la conservazione dei beni ritrovati in Calabria. Ma la scoperta potrebbe costare cara ai tre sub che non hanno denunciato il ritrovamento entro le 24 ore previste dalla legge. I carabinieri dovranno capire se la mancata denuncia è dovuta a fini poco leciti o a semplice mancanza. Senza considerare che il leone e l’armatura potrebbero essere solo la punta dell’iceberg di un patrimonio archeologico ben più consistente. Una nave intera ed una statua sarebbero conservati al largo di Capo Bruzzano, carico affondato dopo aver urtato contro gli scogli secondo la prima ricostruzione dei sub. Tutta la Calabria è in attesa di conoscere se ci si trova di fronte ad una nuova scoperta paragonabile a quella avvenuta, 40 anni prima, a Riace quando emersero dalle acque i famosi bronzi.

red. cul.

Economia, gli imprenditori del Sud i più a disagio (ma falliscono meno)


NAPOLI – Il rapporto sul “disagio” degli imprenditori stilato dalla Fondazione Impresa traccia un quadro molto chiaro del divario Nord – Sud. Particolarmente disagiate la Campania e la Basilicata che sono ai vertici di questa classifica del disagio. Nonostante la vita dell’imprenditore meridionale sia più dura e difficile i dati indicano che su 10mila aziende hanno chiuso solo 7 aziende in Basilicato a fronte delle 31 della Lombardia. Quindi il disagio non si trasforma necessariamente in fallimento. Al terzo posto, nella classifica del disagio avvertito dagli imprenditori, le Marche e poi ancora Sud con Calabria e Sicilia. Ma l’indagine della Fondazione Impresa è riuscita anche a tracciare un quadro preciso delle aziende più incerte. Si tratta di quelle di nuova costituzione (con meno di cinque anni di vita) e di quelle piccole (con meno di 5 dipendenti soprattutto). Dopo di questi i titolari più preoccupati sono quelli che, negli ultimi anni, hanno fatto la scelta di innovare nonostante la crisi sempre più incombente. Più tranquilli gli imprenditori del Trentino, del Piemonte, dell’Emilia Romagna e del Veneto. Tra gli altri settori analizzati quello della comunicazione a banda larga (dove le peggiori regioni sono Marche e Basilicata), la densità ferroviaria (le reti meno sviluppate in Trentino, Basilicata, Umbria, Abruzzo, Puglia e Molise) e quella autostradale (ai vertici negativi la Sardegna e la Basilicata).

red. eco.